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9 August 2006

Israele-Libano, un’attacco alla modernità araba

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Con la dichiarazione di oggi del premier israeliano Olmert, dell’estensione delle operazioni militari in Libano ad altre quattro settimane, si entra in una nuova fase di questa guerra.

Se l’attacco di Israele nasce come reazione spropositata al rapimento di due soldati da parte degli Hezbollah, è ora chiaro che di ben altro si tratta.

Il bombardamento di infrastrutture vitali per il paese, come le centrali elettriche, non combacia con gli obbiettivi dichiarati del governo israeliano, che si prefige di rendere inoffensivi gli Hezbollah, nel sud del paese.

L’equazione Hezbollah = Iran+Siria, propinataci dai media in maniera ripetitiva, comincia a mostrare alcune lacune.

L’opinione su Hezbollah degli analisti esperti di politica mediorentale è che questo gruppo, per quanto fuori dal controllo dell’attuale governo libanese, non sia sotto controllo Iraniano, ne’ possa essere assimilato ai gruppi di fondamentalisti islamici più radicali della regione.

Si tratta di un’organizzazione complessa e radicata nel territorio, che persegue dei precisi fini politici, tra i quali la liberazione dei territori occupati militarmente da Israele.

Riesce ad attrarre le elite delle comunità sciite del Libano del sud e il livello di conoscenze tecniche dei suoi membri, che garantisce loro la possibilità di operare armi a tecnologia avanzata, sta mettendo in difficoltà l’esercito israeliano.

Il Libano è l’unico paese nel mondo arabo in cui delle elezione democratiche hanno portato una vera innovazione. Il risultato, non scontato, è un governo che cerca di comporre le varie spinte alla modernizzazione del paese.

Ed è questo, secondo un interessante articolo di George Schˆpflin che realmente impensierisce Israele.
Ossia la comparsa nello scenario mediorentale, di un esempio per la via araba alla modernizzazione. In questo modo Israele perderebbe lo scettro di unica forza a difesa dei valori occidentali e illuministi in un’area di oscurantismo e arretratezza.

La distruzione delle infrastrutture libanesi, riporta il paese indietro di decenni, azzera il potere del suo governo, lo delegittima completamente, esautorandolo nelle contrattazioni politiche sul futuro della regione.

La guerra comporta una polarizzazione inevitabile, in cui Israele finisce, altrettanto inevitabilmente, dalla parte dei buoni.

E questo sembra un obiettivo assai più plausibile per l’ondata di bombardamenti che, senza riuscire a debellare la resistenza della guerriglia Hezbollah, sta minando la salute di un paese che a due passi dall’Europa, sta cercando di imboccare una difficile e delicata strada verso la modernità.

Questo post è stato inserito il Wednesday, August 9, 2006 alle 7:53 pm ed è archiviato in Politica. Puoi seguire le risposte a questo post, seguendo il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento. I trackback, invece, non sono ammessi.

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