Il Cile e le donne: e-mail a Beppe Grillo
Caro Beppone,
intanto ho visto il tuo spettacolo, comprando il DVD originale. Questo dovrebbe già darti un motivo di felicità, magari ti cambia la giornata.
Scherzi a parte, complimenti e ‘benvenuto’ su Internet, fa piacere vedere che anche tra i comici, ovvero i massimi esperti dell’informazione in questo periodo storico in Italia, ci sia chi si è accorto di questa rivoluzione strisciante.
E’ un benvenuto in ritardo, sei su Internet da molto tempo ormai, quanto? Un anno? Di più? Non lo so. Però ci sei e questo è importante. Quello che dici in giro nei teatri ora gira su internet e io, che non sarei mai venuto a vederti in un teatro … hai presente cosa significa muoversi e arrivare al Palasport a Roma, no? Anche io posso vederti, ridere alle tue battute e sorridere a sentire che non sono tra i pochi coglioni che sbattono la testa al muro ogni volta che capitano davanti a una televisione accesa, imbufalendosi con i propri familiari, parenti, amici che sembrano non rendersi conto della montagna di cazzate che ci raccontano, anestetizzati, forse, da una sensazione diffusa di impotenza.
Che a raccontarle con un pò di verve, le stesse cose, invece che con astio e rancore, si può riuscire a coinvolgere il Popolo, addirittura portare diecimila trentenni, quarantenni, cinquantenni, e vai così, dentro un palazzo dello sport, manco si trattasse di Ramazzotti o Vasco Rossi.
Grande.
Detto questo, ti scrivo per segnalarti che in Cile, liggiù dall’altra parte del mondo, in quel posto chiamato Sud America che a volte noi prendiamo a esempio come modello negativo di democrazia, nel cattolicissimo, machista e conservatiore Cile, una donna si candida alle elezioni presidenziali. Si, una donna.
Calcola, Beppone, che tra l’altro, in Cile, il presidente è come un re eletto dal popolo. Che hanno un sistema elettorale che ricalca quello delle più avanzate democrazie occidentali, cioè quello che permette a una minoranza di governare per quattro o cinque anni senza che nessuno rompa i coglioni.
E ciononostante, in questo Cile, la signora Michelle Bachelet, una splendida *-antenne (davvero non lo so) ex rifugiata del regime dell’odioso portatore nano di Dittatura (el Pinochet), si candida alla presidenza. E sai cosa scrive sulla home page del suo sito?
“Para avanzar en una mayor equidad en las relaciones entre las personas se requiere de una mejora sustantiva de los sistemas de seguridad social y de educaciÛn p˙blica. El aumento de la productividad de la economÌa no es posible sin ese avance en educaciÛn y equidad.
Michelle Bachelet es la mejor persona para enfrentar tales desafÌos en seguridad social, educaciÛn, distribuciÛn del ingreso, de una sociedad con mayor capacidad de innovaciÛn productiva.”
Cioè questa donna si candida dicendo che vuole aumentare il sostegno alle pensioni e all’educazione pubblica perché per lei non si avanza, neanche in economia, senza equità sociale ed educazione.
E, a quanto pare, rischia anche di vincere a mani basse.
All the opinion polls ñ including those from think-tanks aligned with the right ñ place Bachelet well ahead, though probably short of the 50% she requires to win outright in the first round. The prestigious research centre CERC gives her just over 48%, with LavÌn on 22%, PiÒera 21% and Hirsch at almost 8%. In a potential second round on 15 January Bachelet would have little difficulty in defeating the conservative LavÌn, but may have more of an uphill task if the other candidate is PiÒera, who would try and capture the soft Christian-democratic vote. Yet at this stage, and barring a major political upset, there is little doubt that Bachelet will become Chile’s first female president.
Ecco, noi, invece … siamo in … leggera controtendenza … o no? ![]()
Mi riferisco alla posizione prona dei politici, tutti, rispetto alle bordate che arrivano dal cupolone sulla 194, la famiglia, il ruolo della donna, eccetera eccetera. Ma le donne di questo paese, che cazzo fanno? Dove sono finite le femministe di una volta?
In parlamento, sulle quote rosa è successo questo: l’aula era semi-deserta, ognuno stava in giro per cazzi suoi, pare sia la routine di questi tempi, da quelle parti. Quando si è trattato di votare per le quote rosa, sono rientrati tutti di corsa, per votare contro. E sai qual e’ la cosa terribile? Che non si tratta neanche di maschilismo, ma te lo vedi Bondi ad affermare la superiorità dell’uomo sulal donna? Te lo vedi ad affermare qualsiasi cosa, in realtà? No, si tratta della egoistica difesa del proprio posto di privilegiato. Ci dovrebbero essere dei meccanismi, quote rosa o altro, io non lo so, che dicono che, siccome nel Popolo ci sono il cinquanta per cento delle donne, allora tra i rappresentanti del Popolo, si dovrebbe per lo meno tendere ad avere il cinquanta per cento delle donne. Corretto, no?
Ma no, questo significherebbe che circa il trentacinque per cento degli uomini che siedono ora in Parlamento o in Senato, dovrebbe fare la valigia e tornare a casa. Trecento cinquanta persone. Non sia mai toccasse a me … niente quote rosa. E non c’è dibattito.
Quando il Papa e Ruini tuonano da oltre Tevere, poi, sono poche le voci che si alzano, da destra e da sinistra, a difendere la posizione della donna. Ma cazzo, chi porta avanti la gravidanza è la donna, chi cura i figli per i primissimi anni è la mamma, il papà sta li, magari assiste in tutti i modi possibili, quando è bravo, ma se non c’è o è uno stronzo, e capita, che cazzo deve fare la donna? Avrà il diritto di dire l’ultima sul mettere al mondo suo figlio o no?
Qualche tempo fa, mi pare il 18 novembre, in uno dei rari momenti in cui guardo la televisione, in genere qualche minuto il venerdì sera, ho visto Castagnetti a Otto e Mezzo. L’ho sentito dire che chi ancora pensa di fare politica sulle lotte per i diritti civili degli anni settanta è destinato a perdere senza speranza. Che quel tempo è finito, morto e sepolto. Che ora ci sono nuovi valori. Che questi valori sono la famiglia, la vita e via così, ma non posso dirli tutti perché ho spinto d’istinto il pulsante Off sul telecomando. Mi sono incazzato come una iena, poi ero a cena a casa di un’amica, abbiamo cenato e chiaccherato, ci siamo rilassati e la rabbia mi è passata.
La notte, mi sono svegliato di soprassalto, rendendomi conto che Castagnetti, l’insulso, in realtà era uno dei ‘nostri’ (nel senso di coalizione elettorale, dico, io voterò per il centro-sinistra). Cioè, quello sta in Parlamento e forse diventerà presto anche ministro, eletto da me!
E mi è preso un leggero senso di oppressione.
Saluti e vai così.
