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19 November 2006

Dissidente iraniana intrappolata da 73 giorni all’aereoporto di Mosca

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“Da 73 giorni beviamo l’acqua delle toilette e non possiamo ricevere cure o avere contatti con l’esterno”

Una donna iraniana, Zahra Kamalfar, è intrappolata con i suoi due figli adolescenti da più di due mesi all’interno dell’aereoporto di Mosca, in condizioni disumane.

Attivista politica, arrestata e detenuta in Iran da otto mesi, riesce a fuggire durante un permesso per visitare i suoi figli. Raggiunge la Germania attraverso Turchia, Bulgaria e Russia con passaporti falsi, ma all’arrivo in Germania la sua richiesta di asilo politico viene respinta per l’irregolarità dei documenti e viene rispedita in Russia.

All’aereoporto di Mosca, la famiglia viene aggredita dalle forze di polizia, che fanno pressione per imporle il ritorno in Iran.

Essendo certa della persecuzione che aspetterebbe lei e i suoi figli al ritorno in Iran, Zhara rifiuta.

A quel punto le viene negato l’accesso ai servizi basilari.

E diventa un caso di diritti umani, scavalcando le questioni di diritto internazionale.

Potete firmare la petizione per Zhara.

da Iranian Dissident Trapped 73 Days in Moscow Airport - Exclusive Pajamas Media Video

via istapundit.com

Questo post è stato inserito il Sunday, November 19, 2006 alle 9:34 pm ed è archiviato in Politica. Puoi seguire le risposte a questo post, seguendo il feed RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o fare trackback dal tuo sito.

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