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8 June 2007

Valori e dignità

Sono arrivato in Norvegia due giorni fa per una conferenza su un sistema software open source che uso da anni per progetti di Content Management con l’azienda con cui collaboro.

Ieri sera c’è stata la premiazione dei più meritevoli della community che ruota intorno a questo prodotto. I blogger più influenti, il progetto migliore, il partner più attivo … queste cose qui.

Minister Heidi Grande R¯ys
La cosa particolare di questa cerimonia un pò pacchiana, con il presentatore televisivo famoso (un Jerry Scotti locale, per intenderci), la band funky, il cantante americano di colore, insomma uno scimmiottamento della nottata degli oscar bello e buono, era la presenza del Ministro delle Riforme del Regno di Norvegia.

Il Ministro del Regno, Heidi Grande R¯ys è una simpatica quarantenne che ha fatto un discorso sull’importanza dell’open source, e degli open standards, nonché delle community e del business da questi generati.
Importanza fondamentale, dice la ministra, per lo sviluppo di una società aperta, preparata e in grado di competere nelle sfide tecnologiche globali che il futuro ci riserva.

Ho fatto questo viaggio divorando il libro di Stella e Rizzo: “La Casta“. L’apparizione e il discorso della ministra non potevano essere più scioccanti. Da noi una così sarebbe precaria a progetto dentro qualche università o ministero. Chissà quanti quarantenni in gamba girano a vuoto, invece di fare i Ministri della Repubblica.

Custodia dei valori
Forse in un posto dove è possibile lasciare per intere mezz’ore i beni materiali incustoditi, certi che a nessuno verrà in mente di appropriarsene, è facile concentrarsi sui veri valori da custodire, ossia la crescita di comunità sane, che sappiano generare una società dignitosa.

In un articolo su Internazionale della scorsa settimana, veniva presentata la Danimarca, l’isola felice d’Europa. Occupazione piena, sistema previdenziale valido, sistema fiscale rigido e penalizzante per i ricchissimi, ricchezza diffusa.
Ma c’è sempre una seconda faccia nelle medaglie e quella danese potrebbe essere scura e feroce.
Il popolo danese, sostiene l’autore dell’articolo, è felice perché riconosce nell’esclusione dell’estraneo, un valore. Il punto è la protezione di un sistema di valori comune che permette agli individui della comunità di sentirsi partecipi.

C’è un abisso tra le società nordiche, per numero e comportamenti assai più simili a delle comunità, e la nostra complessissima società, metropolitana, mediterranea, agitata da molteplici pulsioni contrastanti.

Lo so.

E so che è pericoloso scendere su questa china. Sono fetidi i miasmi che si agitano quando si parla di valori condivisi e protezione delle identità.

E però se non si parte da questo, non si riesce a dare una svolta a quello che si esprime, in quanto società.

Se siamo arrivati a produrre una classe dirigente di furfanti come quella che abbiamo, senza ondate di indignazione in grado di impedirlo, occorre fare molti passi indietro e chiedersi cosa sia mai potuto succedere.

Non è più questione di leggi, ma di valori.

Occorre chiedersi su quali valori si basa questa società e quali sono quelli che possano ricondurci sulla strada della dignità.

Occorre rimettere in discussione tutto.

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1 May 2007

Il furto di un sellino

L’altro giorno vado a un appuntamento a Piazza Campitelli alle nove. Parcheggio la bici legandola a un palo e dopo un paio d’ore scendo. La bici è lì ma il sellino è sparito.
Bici senza sellino

In genere lascio la bici in posti assai più malfamati di Piazza Campitelli: San Lorenzo, il Pigneto, la Prenestina, … ma lì al centro, in pieno giorno, qualcuno ha pensato di prendersi il sellino…

Che dire? Non è un gesto che richieda una destrezza particolare: si allenta la levetta e si estrae il sellino. Fatto. Io ho dovuto correre a prenderne un altro. 28Ä.

C’è chi mi consiglia di estrarlo e portarlo con me ogni volta che lascio la bici incustodita. C’è chi mi consiglia di comprare una catena per legarlo al telaio (si può, ha dei supporti in metallo).

Per un sellino …

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30 March 2007

Sale e scende la marea …

Secondo Chris Anderson, direttore di Wired, autore dell’articolo The Long Tail, del blog thelongtail.com e del libro The Long Tail, l’evoluzione dei mercati nella nuova economia dell’abbondanza, genera un fenomeno che si può descrivere come una marea che si ritira.

MareaSi riferisce al fatto che, grazie alle nuove tecnologie e all’abbassamento dei costi di produzione e distribuzione dei beni digitali, siamo in grado di accedere a molti più prodotti, quindi il panorama del mercato, composto prima solamente dalle isole dei prodotti più popolari (i blockbuster), mostra ora la variegata ricchezza dei prodotti di nicchia.
Intrigante, no?

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8 March 2007

Le Omissioni dell’Agenzia delle Entrate

Io sono uno di quei cittadini che, come un gruppo di francesi ha recentemente dichiarato alla vigilia delle elezioni, è orgoglioso di pagare le tasse.

Omissioni

Ebbene sì, per me poter contribuire al mantenimento di servizi publici, scuole, ospedali, trasporti, sicurezza, ricerca scientifica e altro, è motivo di profonda soddisfazione. Mi sento, ed è uno dei pochi casi, parte di una comunità che, proprio grazie alla tassazione progressiva, riesce a mantenere un livello di civiltà e di giustizia per lo meno accettabile.

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14 February 2007

Interfacce multi tocco

Ricordate la magia dello schermo multi-tocco dell’iPhone?
Bene, immaginate l’effetto su un gigantesco schermo a parete e poi premete il tasto PLAY del video qui sotto.

Minority Report era rozzo in confronto a queste interfaccie realizzate da Jeff Han di Perceptive Pixel.

Da un post di Giles Turnbull su MacDevCenter

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24 January 2007

Aereoporto - Una giaculatoria

Sono in attesa del volo per Lyon. 6.45 am. Sono sveglio dalle 4.45. Ho pagato 40 euro di taxi, per arrivare trafelato alle 5.30, sorbirmi le paranoie dei controlli aereoportuali su fantomatici liquidi esplosivi, arrivare al gate alle 5.45, per l’imbarco delle 6.00 am.

Il volo è stato posticipato di un’ora.

Sono quindi qui in attesa. L’attesa in un aereoporto la mattina prestoAereoporto è quanto di più alienante la civiltà occidentale abbia saputo produrre in secoli di fiorente sviluppo.

Siedi in un non-luogo semi-deserto, ti rode il culo e sei circondato da poca gente cui rode il culo, forse più di te. Il bar è ancora chiuso e anche appena aperto, i camerieri sono di pessimo umore, parlano fra loro e riescono a farti aspettare cinque minuti prima di servirti anche se sono in tre e al bancone siamo in sei.

Come se non bastasse, ci sono questi schermi enormi che sparano pubblicità e notiziari di infima fattura a volume altissimo.

Finalmente, l’imbarco!

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29 December 2006

Gli imprescindibili

Si tratta di una lista di libri di letteratura italiana che ho scovato su BooksBlog e che riporto volentieri. Mi sa tanto Nick Hornby in Alta Fedeltà. Però mi è sempre piaciuta l’idea di una lista di imperdibili. Quelli che porteresti su un astronave in partenza per un altro pianeta.

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