Il berlusconismo è l’incubo della nostra generazione
Mio padre negli anni ‘80 aveva l’incubo di morire democristiano.
Suo padre, probabilmente quello di morire fascista.
Ecco … io ho l’incubo di morire berlusconiano.
Da Silvio a Piersilvio, d’altronde, la strada è breve, per come siamo messi.
I giornali di mezza Europa ci identificano come un paese in dismissione.
In nessun paese civile sarebbe possibile una situazione assurda come da noi, con il padrone di tutte le TV commerciali e della pubblicità che per la terza volta farà il Primo Ministro. Bisogna andare da Mugabe o da Putin, per trovare paragoni adeguati.
Eppure i giornalisti italiani parlano d’altro. Anzi, dicono che il bipolarismo italiano è finalmente maturo (Mieli sul Corriere).
Eppure la coalizione di sinistra non ha toccato le leggi speciali, il sistema radio televisivo, il conflitto di interessi.
E chi ne parla, vedi Grillo o Travaglio, è completamente out. Non è degno di essere preso sul serio, perché non propone soluzioni percorribili.
E’ come se tutti avessero paura di attaccare, sapendo di perdere in partenza. Allora inventano scuse, bicamerali e inciuci.
E Veltroni cerca la collaborazione.
E io lo voto.
Ecco, è un incubo, non so che dire.
