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19 October 2004

Cavallo Pazzo e la globalizzazione

postato in Costume e Società |

Tashunka Witko nasce nell’attuale South Dakota nel 1840. Nel 1877 viene arrestato e muore accoltellato durante un tentativo di fuga.

E’ il capo della guerra di resistenza che le tribù Sioux portano avanti da anni contro l’esercito americano, che cerca di rimuoverle dai territori, ricchissimi di minerali, delle Black Hills.

Per i decenni a venire sarà onorato dalle tribù indiane, col nome di Crazy Horse, Cavallo Pazzo, come leader forte e guerriero coraggioso.

Alain Bernardin, classe 1916, è un parigino svelto che nel 1951 s’inventa il locale di spogliarello e magia che contribuirà a rendere Parigi il sogno proibito di tutti gli europei appena usciti dalla guerra.

Affascinato dall’America, dai Saloon e dal mito del Far West, il nome che sceglie per il locale è Crazy Horse, Cavallo Pazzo.

Bernardin muore poi suicida nel 1994.

Harvey Donna Bianca è un discendente di Tashunka Cavallo Pazzo e, qualche giorno fa, ha incaricato Alfred Nuvola Rossa di consegnare a Parigi una lettera in cui afferma che la sua famiglia si sente offesa per la continua mancanza di rispetto mostrata dal Club nei confronti della cultura dei nativi americani.

Sul palco sembra infatti che danzino ballerine acchittate da squaw, con pennacchi svolazzanti, per lo più nude.

Harvey Donna Bianca si preoccupa del fatto che i giovani delle tribù potrebbero ricordare il suo avo non per il suo coraggio e per la sua forza, bensì per il suo nome, uguale a quello di un famoso club di spogliarello.

Io dico che è una preoccupazione legittima. Dove si firma?

Questo post è stato inserito il Tuesday, October 19, 2004 alle 7:12 pm ed è archiviato in Costume e Società. Puoi seguire le risposte a questo post, seguendo il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento. I trackback, invece, non sono ammessi.

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