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	<title>dLog &#187; Tecnologie</title>
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	<description>Osservazioni sul delta-&#62;intorno che mi circonda</description>
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		<title>Articolo due</title>
		<link>http://guglielmo.celata.com/tecnologie/articolo-due</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 16:39:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guglielmo Celata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[deliri]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[proposta di legge]]></category>

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		<description><![CDATA[Comma 1. E&#8217; vietato immettere in maniera anonima nella rete internet contenuti, ivi comprese le banche di dati, in forma testuale, sonora, audiovisiva o informatica, o in qualsiasi altra forma, ovvero agevolare l&#8217;immissione dei medesimi.
Comma 2. Coloro che, anche in concorso con altri soggetti operanti fuori del territorio nazionale (sic!), ovvero con ignoti, rendano possibili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong>Comma 1</strong>. E&#8217; vietato immettere in maniera anonima nella rete <em>internet</em> contenuti, ivi comprese le banche di dati, in forma testuale, sonora, audiovisiva o informatica, o in qualsiasi altra forma, ovvero agevolare l&#8217;immissione dei medesimi.</p>
<p><strong>Comma 2</strong>. Coloro che, anche in concorso con altri soggetti operanti fuori del territorio nazionale (sic!), ovvero con ignoti, rendano possibili i comportamenti vietati ai sensi del comma 1 sono considerati responsabili, sul piano civile, penale e amministrativo, unitamente a coloro che hanno effettuato l&#8217;immissione in forma anonima.</p></blockquote>
<p>Dalla Proposta di legge d&#8217;iniziativa del deputato Gabriella Carlucci, presentata l&#8217;11 febbraio 2009.<br />
<a href="http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0021370">http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0021370</a></p>
<p>In pratica, diventa fuorilegge postare <strong>qualsiasi cosa</strong>, se non si Ã¨ passati attraverso una procedura di identificazione che permetta di associare il contenuto alla propria identitÃ  fisica (reale).</p>
<p>I commenti su Corriere.it, Repubblica.it, Beppegrillo.it, i video su Youtube, le foto su Flickr, qualsiasi cosa su Facebook, cento caratteri su Twitter &#8230; tutto</p>
]]></content:encoded>
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		<title>A un passo dalla fine e ritorno con macports</title>
		<link>http://guglielmo.celata.com/tecnologie/a-un-passo-dalla-fine-e-ritorno-con-macports</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 13:26:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guglielmo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://guglielmo.celata.com/tecnologie/a-un-passo-dalla-fine-e-ritorno-con-macports</guid>
		<description><![CDATA[Il Mac OSX, per me, Ã¨ stata una svolta.

Una delle cose che piÃ¹ mi fa comodo Ã¨ il fatto che posso installare, nativamente (senza dual boot o macchine virtuali), l&#8217;ambiente di sviluppo per applicazioni web che di solito uso sui server. Ossia, apache2, mysql5 e php5.
Per fare questo uso Macports (si chiamava Darwinports fino a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Mac OSX, per me, Ã¨ stata una svolta.</p>
<p><img style="float:left" src='http://guglielmo.celata.com/wp-content/uploads/2008/04/osx.miniatura.jpg' alt='OSX' /></p>
<p>Una delle cose che piÃ¹ mi fa comodo Ã¨ il fatto che posso installare, nativamente (senza dual boot o macchine virtuali), l&#8217;ambiente di sviluppo per applicazioni web che di solito uso sui server. Ossia, apache2, mysql5 e php5.<br />
Per fare questo uso <a href="http://trac.macports.org/projects/macports/ticket/14063">Macports</a> (si chiamava Darwinports fino a qualche tempo fa).<br />
Si tratta di un package manager che consente di installare, in parallelo alle librerie e alle applicazioni giÃ  presenti sul Mac OSX, tutta la serie di strumenti GPL a disposizione sotto Linux.</p>
<p>Sostanzialmente, con una serie di comandi come<br />
<code><br />
  sudo port install mysql5 +server<br />
  sudo port install apache2<br />
  sudo port install php5 +apache2 +mysql5 +pear +readline<br />
</code></p>
<p>Vi ritrovate, dopo tutto il tempo necessario alla compilazione, tutto installato e funzionante sulla macchina.<br />
(Prendete tutto col beneficio di inventario, Ã¨ una storia, non un tutorial).</p>
<p>Bene, l&#8217;altro giorno scopro che un pezzo di applicazione ha smesso di funzionare. Ossia, sul mio Mac non funziona piÃ¹, mentre sui server in produzione Ã¨ tutto a posto.</p>
<p>Indagando scopro che si tratta di un problema con la libxml2 (una libreria Gnome che serve per lavorare sull&#8217;XML). Il Mac usa la sua, compilata nativamente, e si trova in /usr/lib/, Macports installa la sua, in /opt/local/lib.<br />
In qualche modo che non sto a spiegare (ma che se interessa Ã¨ descritto <a href="http://trac.macports.org/projects/macports/ticket/14063">qui</a>), le due librerie non sembrano granchÃ© in grado di funzionare bene.</p>
<p>Allora, ieri sera, in preda a una follia smanettona vado a rinominare la libreria nativa, in /usr/lib/libxml2.2.dylib, chiamandola libxml2.2.dylib.old, sperando che non trovando quella nativa, le applicazioni vadano a cercare quella installata da Macports.</p>
<p>Improvvisamente tutte le applicazioni smettono di funzionare. Ossia, no, non smettono, ma non si apre piÃ¹ nulla.<br />
Suppongo che dato che i file di configurazione su Mac sono in XML (i .plist) tutte le applicazioni usano questa libreria in fase di avvio.</p>
<p>Con il terminale ancora aperto, provo a ripristinare il nome originale della libreria, ma niente, dopo un comando sudo, il terminale va in crash. In poco tempo tutti i terminali che ho aperto crashano. Il finder non mi permette di rinominare la libreria, non ho i permessi.<br />
Sono chiuso fuori.</p>
<p>Riavvio.</p>
<p>Grosso errore. Non parte niente. Rotellina su sfondo grigio. Sono le 11 di sera e dovevo solo lavorare all&#8217;import di certi dati, con urgenza, non stare a un passo dal portare il mac in assistenza e non rivederlo per chissÃ  quanti giorni.</p>
<p>Con calma prendo un altro portatile e navigo, cercando come entrare nel Mac.<br />
Tenendo <a href="http://docs.info.apple.com/article.html?artnum=303124">premuti dei tasti in fase di avvio</a>, si possono fare delle cose interessanti.<br />
Ad esempio:</p>
<ul>
<li>C &#8211; avvio dal CD o DVD</li>
<li>Command V &#8211; avvio in modo Verbose</li>
<li>Command S &#8211; avvio in modo Single User</li>
<li>Tasto del MousePad &#8211; espelle un eventuale disco rimasto dentro</li>
</ul>
<p>Provo a far partire il DVD di Leopard, tra le opzioni non c&#8217;Ã¨ &#8220;Ripristina un sistema incasinato&#8221;, ma solo reinstalla tutto, quindi lascio perdere.</p>
<p>Provo il Single User Mode. Appare subito la shell e sono dentro come root. Troppo facile.<br />
Provo subito a rinominare la libreria maledetta, ma il file-system Ã¨ montato in sola lettura.</p>
<p>Ancora cerco su Internet (chiave: mac single user read only) e arrivo <a href="http://www.securemac.com/macosxsingleuser.php">qui</a>.</p>
<p>Quindi<br />
<code><br />
/sbin/fsck -y<br />
/sbin/mount -wu /<br />
</code><br />
e sono root sul mio file system in scrittura. A questo punto:</p>
<ul>
<li>Rinomino la libreria, riavvio e tutto funziona</li>
<li>Chiunque puÃ² sedersi di fronte al mio Mac puÃ² cambiare la password in 40 secondi, anche io</li>
</ul>
<p>Confortato da questi risultati, considero le due ore passate sul baratro piuttosto interessanti &#8230;</p>
<p><strong>Aggiornamento</strong><br />
Il metodo descritto nell&#8217;articolo linkato per ottenere la password non funziona piÃ¹. L&#8217;exploit Ã¨ stato bloccato.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Interazioni circolari tra giornalismo e web.</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Oct 2007 20:06:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guglielmo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crossing]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[Web2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnalo, dalla rubrica Cultweb, nell&#8217;inserto domenicale del Sole24Ore, il come sempre ottimo articolo di Chiara Somajni.

Il progetto CommonTimes, ribattezzato Newscloud, permette agli utenti iscritti di condividere le news piÃ¹ interessanti trovate in rete ed effettuarne il ranking; le piÃ¹ votate arrivano in home page.

L&#8217;Akamai Net Usage Index, invece permette, grazie alla presenza quasi ubiqua dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo, dalla rubrica <strong>Cultweb</strong>, nell&#8217;inserto domenicale del <strong>Sole24Ore</strong>, il come sempre ottimo articolo di <strong>Chiara Somajni</strong>.</p>
<p><a href='http://www.newscloud.com/' title='Newscloud'><img style="float:right; padding:10px;" src='http://guglielmo.celata.com/wp-content/uploads/2007/10/nccloudlogoblue.miniatura.jpg' alt='Netcloud' /></a></p>
<p>Il progetto <strong>CommonTimes</strong>, ribattezzato <strong><a href="http://www.newscloud.com/">Newscloud</a></strong>, permette agli utenti iscritti di condividere le <strong>news</strong> piÃ¹ interessanti trovate in rete ed effettuarne il ranking; le piÃ¹ votate arrivano in home page.</p>
<p><a href='http://guglielmo.celata.com/?attachment_id=92' title='Akamai Net Usage Index'><img  style="float:left; padding:10px;"src='http://guglielmo.celata.com/wp-content/uploads/2007/10/net-usage-index-news-20071001.miniatura.png' alt='Akamai Net Usage Index' /></a></p>
<p>L&#8217;<a href="http://www.akamai.com/html/technology/nui/news/index.html">Akamai Net Usage Index</a>, invece permette, grazie alla presenza quasi ubiqua dei banner pubblicitari akamai nelle pagine dei siti di news online, di monitorare il consumo di news su internet.<br />
Unica carenza macroscopica: il sito del New York Times.</p>
<p>Le interazioni sono circolari perchÃ© si tratta di strumenti che permettono sia di monitorare il flusso produttivo di news, che di influenzarlo con i propri feedback (commenti, selezione, rating).</p>
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		<title>TrustedComputing</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jun 2007 00:09:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guglielmo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Civiltà]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>

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		<description><![CDATA[Come il concetto di fiducia (trust) &#232; stato rovesciato delle aziende hardware e software per limitare le libert&#224; degli utenti.
Un video prodotto con licenza Creative Commons e che dovrebbe essere trasmesso nelle scuole.

Per saperne di pi&#249;: http://www.no1984.org/
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come il concetto di fiducia (trust) &egrave; stato rovesciato delle aziende hardware e software per limitare le libert&agrave; degli utenti.<br />
Un video prodotto con licenza Creative Commons e che dovrebbe essere trasmesso nelle scuole.</p>
<p><object width="425" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8RcDl7UNK3A"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/8RcDl7UNK3A" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"></embed></object></p>
<p>Per saperne di pi&ugrave;: <a href="http://www.no1984.org/">http://www.no1984.org/</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Valori e dignit&#224;</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jun 2007 10:54:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guglielmo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume e SocietÃ ]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono arrivato in Norvegia due giorni fa per una conferenza su un sistema software open source che uso da anni per progetti di Content Management con l&#8217;azienda con cui collaboro.
Ieri sera c&#8217;Ã¨ stata la premiazione dei piÃ¹ meritevoli della community che ruota intorno a questo prodotto. I blogger piÃ¹ influenti, il progetto migliore, il partner [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono arrivato in Norvegia due giorni fa per una conferenza su un sistema software open source che uso da anni per progetti di Content Management con l&#8217;azienda con cui collaboro.</p>
<p>Ieri sera c&#8217;Ã¨ stata la premiazione dei piÃ¹ meritevoli della community che ruota intorno a questo prodotto. I blogger piÃ¹ influenti, il progetto migliore, il partner piÃ¹ attivo &#8230; queste cose qui.</p>
<p><a href="http://www.regjeringen.no/en/dep/fad/About-the-Ministry/Minister-of-Government-Administration-an/taler_artikler/2007/eZ-Conference---Awards.html?id=471985"><img style="float:right" border="0" src='http://guglielmo.celata.com/wp-content/uploads/2007/06/heidi_grande_roys_180x133.jpg' alt='Minister Heidi Grande RÂ¯ys'  title="La ministro Heidi Grande RÂ¯ys"/></a><br />
La cosa particolare di questa cerimonia un pÃ² pacchiana, con il presentatore televisivo famoso (un Jerry Scotti locale, per intenderci), la band funky, il cantante americano di colore, insomma uno scimmiottamento della nottata degli oscar bello e buono, era <strong>la presenza del Ministro delle Riforme del Regno di Norvegia</strong>.</p>
<p>Il Ministro del Regno, <a href="http://www.regjeringen.no/en/dep/fad/About-the-Ministry/Minister-of-Government-Administration-an.html?id=1592">Heidi Grande RÂ¯ys</a> Ã¨ una simpatica <strong>quarantenne</strong> che ha fatto un <a href="http://www.regjeringen.no/en/dep/fad/About-the-Ministry/Minister-of-Government-Administration-an/taler_artikler/2007/eZ-Conference---Awards.html?id=471985">discorso</a> sull&#8217;importanza dell&#8217;<strong>open source</strong>, e degli <strong>open standards</strong>, nonch&eacute; delle community e del business da questi generati.<br />
<em>Importanza fondamentale</em>, dice la ministra, <em>per lo sviluppo di una societ&agrave; aperta, preparata e in grado di competere nelle sfide tecnologiche globali che il futuro ci riserva</em>.</p>
<p>Ho fatto questo viaggio divorando il libro di Stella e Rizzo: &#8220;<em>La Casta</em>&#8220;. L&#8217;apparizione e il discorso della ministra non potevano essere pi&ugrave; scioccanti. Da noi una cos&igrave; sarebbe <strong>precaria a progetto</strong> dentro qualche universit&agrave; o ministero. Chiss&agrave; quanti quarantenni in gamba girano a vuoto, invece di fare i Ministri della Repubblica.</p>
<p><img style="float:left; width:30%" src='http://guglielmo.celata.com/wp-content/uploads/2007/06/foto-11.jpg' alt='Custodia dei valori' title="Laptop incustodito nella sala delle conferenze, ad accesso pubblico, di Skien"/><br />
Forse in un posto dove &egrave; possibile lasciare per intere mezz&#8217;ore i beni materiali incustoditi, certi che a nessuno verr&agrave; in mente di appropriarsene, &egrave; facile concentrarsi sui veri valori da custodire, ossia la crescita di comunit&agrave; sane, che sappiano generare una societ&agrave; dignitosa.</p>
<p>In un articolo su <em>Internazionale</em> della scorsa settimana, veniva presentata la <strong>Danimarca, l&#8217;isola felice d&#8217;Europa</strong>. Occupazione piena, sistema previdenziale valido, sistema fiscale rigido e penalizzante per i ricchissimi, ricchezza diffusa.<br />
Ma c&#8217;&egrave; sempre una seconda faccia nelle medaglie e quella danese potrebbe essere scura e feroce.<br />
<em>Il popolo danese</em>, sostiene l&#8217;autore dell&#8217;articolo, <em>&egrave; felice perch&eacute; riconosce nell&#8217;<strong>esclusione dell&#8217;estraneo</strong>, un valore</em>. Il punto &egrave;  la protezione di un sistema di valori comune che permette agli individui della comunit&agrave; di sentirsi partecipi.</p>
<p>C&#8217;&egrave; un abisso tra le societ&agrave; nordiche, per numero e comportamenti assai pi&ugrave; simili a delle comunit&agrave;, e la nostra complessissima societ&agrave;, metropolitana, mediterranea, agitata da molteplici pulsioni contrastanti.</p>
<p>Lo so.</p>
<p>E so che &egrave; pericoloso scendere su questa china. Sono fetidi i miasmi che si agitano quando si parla di valori condivisi e protezione delle identit&agrave;.</p>
<p>E per&ograve; se non si parte da questo, non si riesce a dare una svolta a quello che si esprime, in quanto societ&agrave;.</p>
<p>Se siamo arrivati a produrre una <strong>classe dirigente di furfanti</strong> come quella che abbiamo, senza ondate di indignazione in grado di impedirlo, occorre fare molti passi indietro e chiedersi cosa sia mai potuto succedere.</p>
<p>Non &egrave; pi&ugrave; questione di leggi, ma di valori.</p>
<p>Occorre chiedersi su <strong>quali valori si basa questa societ&agrave;</strong> e quali sono quelli che possano ricondurci sulla strada della <strong>dignit&agrave;</strong>.</p>
<p>Occorre rimettere in discussione tutto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sale e scende la marea &#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2007 07:19:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guglielmo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo Chris Anderson, direttore di Wired, autore dell&#8217;articolo The Long Tail, del blog thelongtail.com e del libro The Long Tail, l&#8217;evoluzione dei mercati nella nuova economia dell&#8217;abbondanza, genera un fenomeno che si puÃ² descrivere come una marea che si ritira.
Si riferisce al fatto che, grazie alle nuove tecnologie e all&#8217;abbassamento dei costi di produzione e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo Chris Anderson, direttore di <a href="http://www.wired.com/">Wired</a>, autore dell&#8217;articolo The Long Tail, del blog <a href="http://www.thelongtail.com/">thelongtail.com</a> e del libro The Long Tail, l&#8217;evoluzione dei mercati nella nuova economia dell&#8217;abbondanza, genera un fenomeno che si puÃ² descrivere come una <em>marea che si ritira</em>.</p>
<p><a href="http://guglielmo.celata.com/wp-content/uploads/2007/03/tide.jpg" title="Marea"><img src="http://guglielmo.celata.com/wp-content/uploads/2007/03/tide.jpg" title="Marea" alt="Marea" align="right" border="0" hspace="15" vspace="10" width="200" /></a>Si riferisce al fatto che, grazie alle nuove tecnologie e all&#8217;abbassamento dei costi di produzione e distribuzione dei beni digitali, siamo in grado di accedere a molti piÃ¹ prodotti, quindi il panorama del mercato, composto prima solamente dalle isole dei prodotti piÃ¹ popolari (i blockbuster), mostra ora la variegata ricchezza dei prodotti di nicchia.<br />
Intrigante, no?</p>
<p><span id="more-280"></span></p>
<p>Secondo il FinancialTimes, invece, nei paesi occidentali, c&#8217;Ã¨ una <em>marea che sale e solleva tutte le barche &#8230; tranne quelle incagliate nella sabbia</em>.<br />
Si parla del fatto che le disparitÃ  di reddito tra i grandi manager e i cittadini cominciano a essere incomprensibili, come rivela Jean-Claude Trichet, presidente della banca centrale europea, e dei timori che la mobilitÃ   sociale sia in forte diminuzione, proprio nei paesi piÃ¹ liberisti, come Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia.<br />
CiÃ² Ã¨ causa di <strong>sconcerto</strong> e <strong>imbarazzo</strong>, perlomeno all&#8217;interno del Financial Times.</p>
<p>Il libro/blog/articolo sulla Lunga Coda l&#8217;ho letto dopo aver perso l&#8217;intervento di <a href="http://www.mantellini.it">Mantellini</a> al <a href="http://barcamp.org/CitizenCamp">CitizenCamp</a> di Casalecchio (seguivo un dottorando romano che ha fatto un intervento interessantissimo sull&#8217;utilizzo degli strumenti tecnologici per la partecipazione da parte delle PA).<br />
L&#8217;articolo del <a href="http://www.ft.com/">FinancialTimes</a> Ã¨ invece riportato nell&#8217;editoriale di questa settimana di <a href="http://www.internazionale.it/home/">Internazionale</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Interfacce multi tocco</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Feb 2007 23:51:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guglielmo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricordate la magia dello schermo multi-tocco dell&#8217;iPhone?
Bene, immaginate l&#8217;effetto su un gigantesco schermo a parete e poi premete il tasto PLAY del video qui sotto.

Minority Report era rozzo in confronto a queste interfaccie realizzate da Jeff Han di Perceptive Pixel.
Da un post di Giles Turnbull su MacDevCenter
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordate la magia dello schermo multi-tocco dell&#8217;iPhone?<br />
Bene, immaginate l&#8217;effetto su un gigantesco schermo a parete e poi premete il tasto PLAY del video qui sotto.</p>
<p><embed src="http://services.brightcove.com/services/viewer/federated_f8/271543545" bgcolor="#FFFFFF" flashVars="videoId=422563006&#038;playerId=271543545&#038;viewerSecureGatewayURL=https://services.brightcove.com/services/amfgateway&#038;servicesURL=http://services.brightcove.com/services&#038;cdnURL=http://admin.brightcove.com&#038;domain=embed&#038;autoStart=false&#038;" base="http://admin.brightcove.com" name="flashObj" width="320" height="290" seamlesstabbing="false" type="application/x-shockwave-flash" swLiveConnect="true" pluginspage="http://www.macromedia.com/shockwave/download/index.cgi?P1_Prod_Version=ShockwaveFlash"></embed></p>
<p>Minority Report era rozzo in confronto a queste interfaccie realizzate da <a href="http://cs.nyu.edu/~jhan/">Jeff Han</a> di <a href="http://www.perceptivepixel.com/">Perceptive Pixel</a>.</p>
<p>Da un <a href="http://www.oreillynet.com/mac/blog/2007/02/multitouch_one_step_further.html?CMP=OTC-13IV03560550&#038;ATT=Multi-touch+one+step+further">post</a> di <a href="http://www.oreillynet.com/mac/blog/2007/01/the_future_of_multitouch.html">Giles Turnbull</a> su <a href="http://www.macdevcenter.com/">MacDevCenter</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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