• dLog

  • Pulizia etnica made in Italy

15 May 2008

Pulizia etnica made in Italy

Sotto al cavalcavia della Napoli-Salerno ci sono gli ultimi tre campi Rom ancora abitati. Dai lastroni di cemento dell’autostrada cadono fiotti di acqua marrone sulle baracche, recintate da una serie di pannelli in legno. Un gruppo di donne e ragazzi che abita nelle case più fatiscenti, quelle in via delle Madonnelle, attraversa la piazza e si fa avanti. «Venite fuori che vi ammazziamo», «Abbiamo pronti i bastoni». La polizia si mette in mezzo, un ispettore cerca di far ragionare queste donne furenti. Siete brava gente, dice, la domenica andate in chiesa, e adesso volete buttare per strada dei poveri bambini? «Sììììì» è il coro di risposta.

Dai pannelli divelti si affaccia una ragazza, il capo coperto da un foulard fradicio di pioggia. Trema, di freddo e paura. Quasi per proteggersi, tiene al seno una bambina di pochi mesi. Saluta una delle donne più esagitate, una signora in carne, che indossa un giubbino di pelo grigio. La conosce. «Stanotte partiamo. Per favore, non fateci del male ». La signora ascolta in silenzio. Poi muove un passo verso la rom, e sputa. Sbaglia bersaglio, colpisce in faccia la bambina. L’ispettore, che stava sulla traiettoria dello sputo, incenerisce con lo sguardo la donna. Tutti gli altri applaudono. «Brava, bravissima». Avanti verso il Medioevo, ognuno con il suo passo.

Dal terrificante reportage di Marco Imarisio sugli assalti ai campi nomadi nel napoletano, Corriere della sera.

UPDATE

15 mag 08:21 Cronache

MILANO - Molotov contro un palazzo abbandonato, a Milano. Qui si ritrovano normalmente immigrati irregolari e anche la notte scorsa, al momento dell’esplosione, erano accampati due rumeni. L’episodio e’ avvenuto in via Morosini. Non ci sono stati feriti, ma danni lievi allo stabile. (Agr)

postato in Civiltà, Costume e Società, Cronaca, Politica | Nessun Commento

28 September 2007

Programmi e fandonie

A cosa serve un programma elettorale?
Lo so bene che fondamentalmente è un mezzo come un altro che si utilizza in campagna elettorale, ma mi metto nei panni di un cittadino europeo medio, più democratico che macchiavellico, e provo a pensare che sia un accordo tra i partiti e i loro elettori. Se mi voti tenterò di fare quello che c’è scritto nel programma.

Per il Bene dell

Nella primavera del 2006, a pochi giorni dalle elezioni, l’Unione produsse un poderoso documento programmatico di 280 pagine, intitolato Per il bene dell’Italia, contenente la sintesi della difficile operazione di mediazione tra le diverse componenti della coalizione, dai Diniani ai Rifondaroli. Tra chi puntava al bene dell’Italia favorendo gli spiriti liberi dell’impresa e chi difendendo i diritti dei più svantaggiati, proponeva ritocchi a un modello di sviluppo forse efficace, ma decisamente crudele.

  • a pagina 18 si parla di risoluzione del conflitto di interessi
  • a pagina 22 di ridurre i costi della politica
  • a pagina 72 di unioni civili
  • a pagina 161 di piena e buona occupazione, con proposte concrete per eliminare gli effetti negativi della legge 30, chiamata legge Maroni
  • a pagina 129 di antitrust

a pagina 116, e finisco, si dichiara che:

Le politiche finanziarie e fiscali devono quindi puntare a correggere gli squilibri sociali e territoriali, a combattere l’impoverimento prodotto dalle dinamiche del mercato e dal centro destra; a contrastare l’evasione fiscale e contributiva, incoraggiate dal centro destra, riequilibrare il prelievo fiscale a favore dei redditi bassi, dei nuclei familiari, del lavoro e delle imprese innovative, abolendo gli ingiustificati vantaggi fiscali per le rendite; a programmare e riqualificare la spesa pubblica, a stimolare gli investimenti nei settori strategici per la crescita e nel Mezzogiorno.

Ora, è evidente che ci hanno preso in giro, come ha candidamente dichiarato il senatore Polito ad Anno Zero. Si è trattato di fandonie.
Ed è altrettanto conseguente, nella mia mente, in questo momento più democratica che macchiavellica, che alle prossime elezioni non andrò a votare quei partiti, o i loro derivati più o meno democratici, con questa legge elettorale.

Mi presenterò alle elezioni e darò un voto significativo solo nel caso in cui avrò l’opportunità di lottare per eleggere un rappresentante del mio collegio elettorale, di controllarne in modo il più possibile trasparente il suo operato, anche quando non fosse della mia parte politica e di aprire con lui, tramite tutti gli strumenti possibili e immaginabili una qualche forma di dialogo.

Sarò accusato di antipolitica?

Aggiornamenti
Il video del Senatore Polito è stato rimosso da Youtube per motivi di copyright (ma la Rai non era una TV pubblica?)
Alle scorse elezioni, alla fine, ho votato PD. Forse sto diventando macchiavellico. Forse devo emigrare subito.

postato in Politica | Nessun Commento

8 June 2007

Valori e dignità

Sono arrivato in Norvegia due giorni fa per una conferenza su un sistema software open source che uso da anni per progetti di Content Management con l’azienda con cui collaboro.

Ieri sera c’è stata la premiazione dei più meritevoli della community che ruota intorno a questo prodotto. I blogger più influenti, il progetto migliore, il partner più attivo … queste cose qui.

Minister Heidi Grande R¯ys
La cosa particolare di questa cerimonia un pò pacchiana, con il presentatore televisivo famoso (un Jerry Scotti locale, per intenderci), la band funky, il cantante americano di colore, insomma uno scimmiottamento della nottata degli oscar bello e buono, era la presenza del Ministro delle Riforme del Regno di Norvegia.

Il Ministro del Regno, Heidi Grande R¯ys è una simpatica quarantenne che ha fatto un discorso sull’importanza dell’open source, e degli open standards, nonché delle community e del business da questi generati.
Importanza fondamentale, dice la ministra, per lo sviluppo di una società aperta, preparata e in grado di competere nelle sfide tecnologiche globali che il futuro ci riserva.

Ho fatto questo viaggio divorando il libro di Stella e Rizzo: “La Casta“. L’apparizione e il discorso della ministra non potevano essere più scioccanti. Da noi una così sarebbe precaria a progetto dentro qualche università o ministero. Chissà quanti quarantenni in gamba girano a vuoto, invece di fare i Ministri della Repubblica.

Custodia dei valori
Forse in un posto dove è possibile lasciare per intere mezz’ore i beni materiali incustoditi, certi che a nessuno verrà in mente di appropriarsene, è facile concentrarsi sui veri valori da custodire, ossia la crescita di comunità sane, che sappiano generare una società dignitosa.

In un articolo su Internazionale della scorsa settimana, veniva presentata la Danimarca, l’isola felice d’Europa. Occupazione piena, sistema previdenziale valido, sistema fiscale rigido e penalizzante per i ricchissimi, ricchezza diffusa.
Ma c’è sempre una seconda faccia nelle medaglie e quella danese potrebbe essere scura e feroce.
Il popolo danese, sostiene l’autore dell’articolo, è felice perché riconosce nell’esclusione dell’estraneo, un valore. Il punto è la protezione di un sistema di valori comune che permette agli individui della comunità di sentirsi partecipi.

C’è un abisso tra le società nordiche, per numero e comportamenti assai più simili a delle comunità, e la nostra complessissima società, metropolitana, mediterranea, agitata da molteplici pulsioni contrastanti.

Lo so.

E so che è pericoloso scendere su questa china. Sono fetidi i miasmi che si agitano quando si parla di valori condivisi e protezione delle identità.

E però se non si parte da questo, non si riesce a dare una svolta a quello che si esprime, in quanto società.

Se siamo arrivati a produrre una classe dirigente di furfanti come quella che abbiamo, senza ondate di indignazione in grado di impedirlo, occorre fare molti passi indietro e chiedersi cosa sia mai potuto succedere.

Non è più questione di leggi, ma di valori.

Occorre chiedersi su quali valori si basa questa società e quali sono quelli che possano ricondurci sulla strada della dignità.

Occorre rimettere in discussione tutto.

postato in Costume e Società, Politica, Tecnologie, Viaggi | Nessun Commento

30 March 2007

Sale e scende la marea …

Secondo Chris Anderson, direttore di Wired, autore dell’articolo The Long Tail, del blog thelongtail.com e del libro The Long Tail, l’evoluzione dei mercati nella nuova economia dell’abbondanza, genera un fenomeno che si può descrivere come una marea che si ritira.

MareaSi riferisce al fatto che, grazie alle nuove tecnologie e all’abbassamento dei costi di produzione e distribuzione dei beni digitali, siamo in grado di accedere a molti più prodotti, quindi il panorama del mercato, composto prima solamente dalle isole dei prodotti più popolari (i blockbuster), mostra ora la variegata ricchezza dei prodotti di nicchia.
Intrigante, no?

Leggi il resto di questo post »

postato in Mercati, Politica, Tecnologie | Nessun Commento

8 March 2007

Le Omissioni dell’Agenzia delle Entrate

Io sono uno di quei cittadini che, come un gruppo di francesi ha recentemente dichiarato alla vigilia delle elezioni, è orgoglioso di pagare le tasse.

Omissioni

Ebbene sì, per me poter contribuire al mantenimento di servizi publici, scuole, ospedali, trasporti, sicurezza, ricerca scientifica e altro, è motivo di profonda soddisfazione. Mi sento, ed è uno dei pochi casi, parte di una comunità che, proprio grazie alla tassazione progressiva, riesce a mantenere un livello di civiltà e di giustizia per lo meno accettabile.

Leggi il resto di questo post »

postato in Costume e Società, Politica | Nessun Commento

20 November 2006

I copybot di SecondLife e il digital right management

Second LifeC’è un mondo dove copiare è legale. Si chiama Second Life.

Il mondo parallelo, abitato ormai più di un milione e mezzo di alter ego, si è organizzato secondo le stesse logiche del mondo reale.

La scarsitè delle risorse produce ricchezza. La terra simulata di Second Life è in vendita e si paga con soldi veri. Anche gli oggetti o le idee, come ad esempio un taglio di capelli.

In un mondo digitale e soprattutto scriptabile, sono comparsi i Copybot: pezzi di codice che aiutano gli abitanti a copiare oggetti.

Sono subito salite le proteste ed è stata invocata una forma di Digital Right Management.

I creatori di Second Life: Linden Labs hanno però chiaramente detto di non voler importare le leggi reali sul copyright nel mondo virtuale, dichiarando invece di voler creare in futuro, la possibilità che i cittadini possano istanziare le loro norme emergenti sui diritti intellettuali..

Un’occasione per capire se l’economia delle idee può funzionare in modo diverso?

da Wired News: Second Life Will Save Copyright

postato in Costume e Società, Politica, Tecnologie | Nessun Commento

19 November 2006

Dissidente iraniana intrappolata da 73 giorni all’aereoporto di Mosca

“Da 73 giorni beviamo l’acqua delle toilette e non possiamo ricevere cure o avere contatti con l’esterno”

Una donna iraniana, Zahra Kamalfar, è intrappolata con i suoi due figli adolescenti da più di due mesi all’interno dell’aereoporto di Mosca, in condizioni disumane.

Attivista politica, arrestata e detenuta in Iran da otto mesi, riesce a fuggire durante un permesso per visitare i suoi figli. Raggiunge la Germania attraverso Turchia, Bulgaria e Russia con passaporti falsi, ma all’arrivo in Germania la sua richiesta di asilo politico viene respinta per l’irregolarità dei documenti e viene rispedita in Russia.

Leggi il resto di questo post »

postato in Politica | Nessun Commento