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21 November 2010

Fammi sapere: la woodstock degli opendata

Ho partecipato, a Senigallia, a FammiSapere, incontro di altissimo livello e perfettamente organizzato da Marco Scaloni e dai suoi bravissimi colleghi di InformaEtica.

Questa la mia presentazione:

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12 March 2009

Articolo due

Comma 1. E’ vietato immettere in maniera anonima nella rete internet contenuti, ivi comprese le banche di dati, in forma testuale, sonora, audiovisiva o informatica, o in qualsiasi altra forma, ovvero agevolare l’immissione dei medesimi.

Comma 2. Coloro che, anche in concorso con altri soggetti operanti fuori del territorio nazionale (sic!), ovvero con ignoti, rendano possibili i comportamenti vietati ai sensi del comma 1 sono considerati responsabili, sul piano civile, penale e amministrativo, unitamente a coloro che hanno effettuato l’immissione in forma anonima.

Dalla Proposta di legge d’iniziativa del deputato Gabriella Carlucci, presentata l’11 febbraio 2009.
http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0021370

In pratica, diventa fuorilegge postare qualsiasi cosa, se non si è passati attraverso una procedura di identificazione che permetta di associare il contenuto alla propria identità fisica (reale).

I commenti su Corriere.it, Repubblica.it, Beppegrillo.it, i video su Youtube, le foto su Flickr, qualsiasi cosa su Facebook, cento caratteri su Twitter … tutto

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30 January 2009

Il caso Blagojevic

Che fine avrà fatto Rod Blagojevic, il governatore dello stato dell’Illinois arrestato qualche settimana fa per aver tentato di vendere il seggio senatoriale lasciato vacante dal neo-presidente Barack Obama?

Ha esposto oggi le sue ragioni di fronte al Senato dell’Illinois, dichiarando di non aver fatto assolutamente nulla di male, appellandosi al senso di responsabilità, alla correttezza, alla verità.

E il Senato ha risposto con due votazioni all’unanimità (59-0): la prima  per l’impeachment, ossia la rimozione dall’incarico di Governatore, la seconda per impedire, in futuro, ogni accesso a qualsiasi carica politica nello stato dell’Illinois.

Questo significa, che l’unica possibilità di fare carriera per il buon Rod sarebbe venire a chiedere un posto da Ministro qui da noi.

via CNN.com

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15 January 2009

Solidarietà a Vittorio Arrigoni

Non conoscevo Vittorio Arrigoni, fino a quando non ho letto la trecentoottantesima Catena di San Libero di Riccardo Orioles.

Ebbene, Vittorio Arrigoni è un pacifista dell’International Solidarity Movement, giornalista per il Manifesto e blogger, che è stato identificato pubblicamente dal sito di estrema destra americano StopTheISM, come obiettivo numero 1 da eliminare per le forze aeree israeliane.

In un mondo ideale, si sarebbe portati a pensare che le forze armate di un paese democratico non diano retta a deliri di questo tipo.

Ma questo è il mondo reale, quindi un mondo di lotte per il potere in cui il delirio è solamente un mezzo per raggiungere uno scopo.

Pur non conoscendo Vittorio e non sapendo per certo quello che sta facendo a Gaza in questo momento, tutta la mia solidarietà va a lui, in quanto obiettivo di un delirio e in quanto schierato con i più deboli, ossia la popolazione di Gaza.

Come dice anche RIccardo Orioles, io sto con gli ebrei, ma quelli che stanno adesso in Israele non sono più ebrei, sono solo una delle tante tribù medioorientali che da sempre si scannano in nome di dei feroci.

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15 May 2008

Pulizia etnica made in Italy

Sotto al cavalcavia della Napoli-Salerno ci sono gli ultimi tre campi Rom ancora abitati. Dai lastroni di cemento dell’autostrada cadono fiotti di acqua marrone sulle baracche, recintate da una serie di pannelli in legno. Un gruppo di donne e ragazzi che abita nelle case più fatiscenti, quelle in via delle Madonnelle, attraversa la piazza e si fa avanti. «Venite fuori che vi ammazziamo», «Abbiamo pronti i bastoni». La polizia si mette in mezzo, un ispettore cerca di far ragionare queste donne furenti. Siete brava gente, dice, la domenica andate in chiesa, e adesso volete buttare per strada dei poveri bambini? «Sììììì» è il coro di risposta.

Dai pannelli divelti si affaccia una ragazza, il capo coperto da un foulard fradicio di pioggia. Trema, di freddo e paura. Quasi per proteggersi, tiene al seno una bambina di pochi mesi. Saluta una delle donne più esagitate, una signora in carne, che indossa un giubbino di pelo grigio. La conosce. «Stanotte partiamo. Per favore, non fateci del male ». La signora ascolta in silenzio. Poi muove un passo verso la rom, e sputa. Sbaglia bersaglio, colpisce in faccia la bambina. L’ispettore, che stava sulla traiettoria dello sputo, incenerisce con lo sguardo la donna. Tutti gli altri applaudono. «Brava, bravissima». Avanti verso il Medioevo, ognuno con il suo passo.

Dal terrificante reportage di Marco Imarisio sugli assalti ai campi nomadi nel napoletano, Corriere della sera.

UPDATE

15 mag 08:21 Cronache

MILANO – Molotov contro un palazzo abbandonato, a Milano. Qui si ritrovano normalmente immigrati irregolari e anche la notte scorsa, al momento dell’esplosione, erano accampati due rumeni. L’episodio e’ avvenuto in via Morosini. Non ci sono stati feriti, ma danni lievi allo stabile. (Agr)

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27 April 2008

Il berlusconismo è l’incubo della nostra generazione

Mio padre negli anni ‘80 aveva l’incubo di morire democristiano.
Suo padre, probabilmente quello di morire fascista.
Ecco … io ho l’incubo di morire berlusconiano.
Da Silvio a Piersilvio, d’altronde, la strada è breve, per come siamo messi.

I giornali di mezza Europa ci identificano come un paese in dismissione.
In nessun paese civile sarebbe possibile una situazione assurda come da noi, con il padrone di tutte le TV commerciali e della pubblicità che per la terza volta farà il Primo Ministro. Bisogna andare da Mugabe o da Putin, per trovare paragoni adeguati.

Eppure i giornalisti italiani parlano d’altro. Anzi, dicono che il bipolarismo italiano è finalmente maturo (Mieli sul Corriere).
Eppure la coalizione di sinistra non ha toccato le leggi speciali, il sistema radio televisivo, il conflitto di interessi.
E chi ne parla, vedi Grillo o Travaglio, è completamente out. Non è degno di essere preso sul serio, perché non propone soluzioni percorribili.
E’ come se tutti avessero paura di attaccare, sapendo di perdere in partenza. Allora inventano scuse, bicamerali e inciuci.

E Veltroni cerca la collaborazione.

E io lo voto.

Ecco, è un incubo, non so che dire.

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26 April 2008

A un passo dalla fine e ritorno con macports

Il Mac OSX, per me, è stata una svolta.

OSX

Una delle cose che più mi fa comodo è il fatto che posso installare, nativamente (senza dual boot o macchine virtuali), l’ambiente di sviluppo per applicazioni web che di solito uso sui server. Ossia, apache2, mysql5 e php5.
Per fare questo uso Macports (si chiamava Darwinports fino a qualche tempo fa).
Si tratta di un package manager che consente di installare, in parallelo alle librerie e alle applicazioni già presenti sul Mac OSX, tutta la serie di strumenti GPL a disposizione sotto Linux.

Sostanzialmente, con una serie di comandi come

sudo port install mysql5 +server
sudo port install apache2
sudo port install php5 +apache2 +mysql5 +pear +readline

Vi ritrovate, dopo tutto il tempo necessario alla compilazione, tutto installato e funzionante sulla macchina.
(Prendete tutto col beneficio di inventario, è una storia, non un tutorial).

Bene, l’altro giorno scopro che un pezzo di applicazione ha smesso di funzionare. Ossia, sul mio Mac non funziona più, mentre sui server in produzione è tutto a posto.

Indagando scopro che si tratta di un problema con la libxml2 (una libreria Gnome che serve per lavorare sull’XML). Il Mac usa la sua, compilata nativamente, e si trova in /usr/lib/, Macports installa la sua, in /opt/local/lib.
In qualche modo che non sto a spiegare (ma che se interessa è descritto qui), le due librerie non sembrano granché in grado di funzionare bene.

Allora, ieri sera, in preda a una follia smanettona vado a rinominare la libreria nativa, in /usr/lib/libxml2.2.dylib, chiamandola libxml2.2.dylib.old, sperando che non trovando quella nativa, le applicazioni vadano a cercare quella installata da Macports.

Improvvisamente tutte le applicazioni smettono di funzionare. Ossia, no, non smettono, ma non si apre più nulla.
Suppongo che dato che i file di configurazione su Mac sono in XML (i .plist) tutte le applicazioni usano questa libreria in fase di avvio.

Con il terminale ancora aperto, provo a ripristinare il nome originale della libreria, ma niente, dopo un comando sudo, il terminale va in crash. In poco tempo tutti i terminali che ho aperto crashano. Il finder non mi permette di rinominare la libreria, non ho i permessi.
Sono chiuso fuori.

Riavvio.

Grosso errore. Non parte niente. Rotellina su sfondo grigio. Sono le 11 di sera e dovevo solo lavorare all’import di certi dati, con urgenza, non stare a un passo dal portare il mac in assistenza e non rivederlo per chissà quanti giorni.

Con calma prendo un altro portatile e navigo, cercando come entrare nel Mac.
Tenendo premuti dei tasti in fase di avvio, si possono fare delle cose interessanti.
Ad esempio:

  • C – avvio dal CD o DVD
  • Command V – avvio in modo Verbose
  • Command S – avvio in modo Single User
  • Tasto del MousePad – espelle un eventuale disco rimasto dentro

Provo a far partire il DVD di Leopard, tra le opzioni non c’è “Ripristina un sistema incasinato”, ma solo reinstalla tutto, quindi lascio perdere.

Provo il Single User Mode. Appare subito la shell e sono dentro come root. Troppo facile.
Provo subito a rinominare la libreria maledetta, ma il file-system è montato in sola lettura.

Ancora cerco su Internet (chiave: mac single user read only) e arrivo qui.

Quindi

/sbin/fsck -y
/sbin/mount -wu /

e sono root sul mio file system in scrittura. A questo punto:

  • Rinomino la libreria, riavvio e tutto funziona
  • Chiunque può sedersi di fronte al mio Mac può cambiare la password in 40 secondi, anche io

Confortato da questi risultati, considero le due ore passate sul baratro piuttosto interessanti …

Aggiornamento
Il metodo descritto nell’articolo linkato per ottenere la password non funziona più. L’exploit è stato bloccato.

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